La certificazione delle competenze
BIBLIOGRAFIA
  • Balducci M. G., Marchi S. (2014), Certificazione delle competenze e apprendimento permanente, Carocci, Roma
  • Boccia P. (2015), Certificare le competenze nella scuola italiana, Anicia, Roma
  • Bordignon B. (2006), Certificazione delle competenze. Premesse teoriche, Rubbettino, Soveria Mannelli
  • Bordignon B., Caputi R. (2009), Certificazione delle competenze. Una sperimentazione delle Scuole Salesiane, Armando, Roma
  • Capogna S., Ciraci A. M. (2005), Certificazione delle competenze e strategie didattiche. Opportunità formative per l’equità sociale, Monolite, Roma
  • Castoldi M. (2016), Valutare e certificare le competenze, Carocci, Roma
  • Guasti L. (2012), Didattica per competenze. Orientamenti e indicazioni pratiche, Erickson, Trento
  • Linee guida allegate al DPR N. 13/2015
  • Margiotta U. (2007), Competenze e legittimazione nei processi formativi, Pensa Multimedia, Lecce
  • Martini Mario (2016), Lavorare per competenze: progettazione, valutazione e certificazione, UTET-De Agostini, Torino
  • Michelini M. C., Testa S. (2012), Apprendimenti e competenze. Dalla condivisione alla certificazione, Angeli, Milano
  • Perini R., Puricelli E. (2013), Didattica per competenze, Anicia, Roma
  • Petracca C., (2015), Valutare e certificare nella scuola, Lisciani, Teramo


RAGIONI ESTERNE ALLA SCUOLA
QUANDO E PERCHÉ È STATA PROPOSTA?
RAGIONI INTERNE
ALLA SCUOLA
RAGIONI ESTERNE ALLA SCUOLA
  • MOBILITÀ DELLE PERSONE NEL MONDO GLOBALE (PROBLEMA RICONOSCIMENTO TITOLI E COMPETENZE)
  • PLURALITÀ AGENZIE FORMATIVE, AUMENTO OPPORTUNITÀ APPRENDIMENTO, LIFELONG LEARNING (SISTEMA INTEGRATO DEGLI APPRENDIMENTI)
RAGIONI INTERNE ALLA SCUOLA
  • SCARSA CULTURA VALUTATIVA
  • PROMOZIONI FORMALI
  • SVALUTAZIONE DEI TITOLI DI STUDIO
QUANDO E PERCHÉ È STATA PROPOSTA?
1. LE RAGIONI SOCIO-ECONOMICO-CULTURALI ESTERNE ALLA SCUOLA
  • Il fenomeno della globalizzazione ha favorito la mobilità delle persone (lavoratori, studenti, docenti…), facendo emergere la necessità di trasparenza e leggibilità dei titoli e di riconoscimento delle competenze reali acquisite in contesti formali, non formali e informali.
  • La grande trasformazione - alla quale hanno contribuito vari fattori: innovazioni tecnologiche, superamento del mondo bipolare, tramonto delle ideologie di emancipazione umana, proliferazione di agenzie culturali, formative… - ha aumentato le opportunità di apprendimento in contesti non solo formali (scolastici), ma anche informali (agenzie formative varie) e non formali (stage, esperienze personali, partecipazione a corsi di vario genere …), che hanno posto l’esigenza di valorizzare tutte le competenze effettive acquisite dalle persone.
  • In questo contesto è emerso il sistema dei crediti, ossia il riconoscimento delle competenze acquisite al di fuori del percorso scolastico ordinario alle quali viene attribuito un punteggio, previsto giuridicamente nell’ambito degli istituti superiori.
  • La precarietà del lavoro, la veloce obsolescenza delle conoscenze e il progresso costante delle ricerche richiedono un apprendimento durante tutto l’arco della vita e pongono in primo piano il costrutto di competenza, inteso come capacità di mobilitare e orchestrare le risorse interne e quelle disponibili nel contesto per affrontare positivamente compiti scolastici e compiti autentici che propongano situazioni relativamente inedite e complesse, ricavate direttamente dalla vita quotidiana o che simulano la vita quotidiana.
  • Il nuovo contesto sociale e culturale implica modalità valutative valide e attendibili delle competenze personali e sociali spendibili in un mondo globalizzato.
  • l’U.E. ha assunto varie iniziative: per esempio, nel libro bianco Insegnare e apprendere. verso la società conoscitiva, ha proposto la costituzione di un sistema di accreditamento delle competenze attraverso l’adozione di una tessera personale; ha predisposto i documenti Europass, tra cui il curriculum vitae e il passaporto delle lingue, che permettono di evidenziare le competenze generali e specifiche acquisite; nella raccomandazione del parlamento e del consiglio europei ha definito le competenze chiave per l’apprendimento permanente e nella raccomandazione del 2008 ha introdotto il quadro europeo delle qualifiche e dei titoli (EQF) che costituisce un punto di riferimento comune per i sistemi scolastici dei vari paesi europei.
QUANDO E PERCHÉ È STATA PROPOSTA?
2. LE RAGIONI INTERNE ALLA SCUOLA
  • I titoli di studio hanno perso valore a causa, fra l’altro, delle differenze di qualità formativa da territorio a territorio, da istituto a istituto, delle promozioni formali a cui non corrispondono effettive competenze, dei criteri di valutazione soggettivi e poco trasparenti.
  • Si registra la perdita progressiva della legittimazione sociale della valutazione scolastica: università e mondo del lavoro preferiscono affidarsi a certificazioni esterne, considerando poco affidabili le valutazioni scolastiche
  • È stata ipotizzata l’abolizione del valore legale dei titoli di studio.
  • Si è diffusa la tendenza a ottenere certificazioni rilasciate da enti terzi accreditati per il riconoscimento di alcune competenze specifiche (linguistiche, patente informatica europea…).
  • In analogia con quanto avvenuto in altri paesi, anche in Italia è stata prevista la certificazione delle competenze, con il regolamento sull’autonomia (D.P.R. N. 275/1999).
  • Nel primo ciclo (a fine primaria e a fine secondaria di primo grado), inizialmente è stato demandato ad ogni istituto il compito di predisporre i modelli ritenuti più idonei; con la C.M.N. 3/2015, che ha avviato una fase sperimentale, sono stati proposti dei modelli specifici e delle linee guida di orientamento; la nota ministeriale del 23/02/2017, nel prorogare all’anno scolastico 2016-2017 la sperimentazione, ha trasmesso dei modelli aggiornati alla luce dei suggerimenti forniti dagli istituti che hanno aderito alla sperimentazione. L’art. 9 del d. Lgs. N. 62 del 13 aprile 2017, nel riprendere globalmente la tematica della valutazione e della certificazione nel primo ciclo, ancora la certificazione alla descrizione dei livelli di sviluppo delle competenze chiave e di quelle di cittadinanza.
  • Nell’ambito del secondo ciclo, con il D.M.N. 9/2010, è stato introdotto un modello comune- Inoltre, è stato attivato il sistema dei crediti (scolastici e formativi), il quale prevede l’assegnazione di un punteggio che concorre al voto terminale in sede di esame di stato.
CERTIFICAZIONE IN SENSO STRETTO
COSA È?
CERTIFICAZIONE SCOLASTICA
CERTIFICAZIONE IN SENSO STRETTO
  • RIFERIMENTO SOCIALE
  • TERZIETÀ DELL’ENTE CERTIFICATORE
  • STANDARD ASSOLUTI DI RIFERIMENTO
  • USO DI METODI QUANTITATIVI, ATTENZIONE SOLO A PRESTAZIONI ACCERTABILI
CERTIFICAZIONE SCOLASTICA
  • VALENZA FORMATIVA PIÙ CHE MISURATIVA
  • ASSENZA DI STANDARD ASSOLUTI (OPPORTUNITÀ DELLA RUBRICA)
  • ATTENZIONE AI PROCESSI E AI PRODOTTI
COSA È?
1. LA CERTIFICAZIONE IN SENSO STRETTO

Svolge una funzione di rendicontazione sociale dei risultati, rivolgendosi a parti sociali specifiche (mondo del lavoro, agenzie formative…).

Requisiti fondamentali:

  • viene rilasciata da enti certificatori accreditati, che godono del carattere di terzietà;
  • si basa su standard assoluti di riferimento, come ad esempio nel caso del Common European Framework of Reference for Languages (CEFR) - quadro comune europeo di riferimento delle competenze linguistiche;
  • prende in considerazione solo prestazioni accertabili, privilegiando metodi quantitativi ed evitando discrezionalità nel giudizio.
COSA È?
2. LA CERTIFICAZIONE SCOLASTICA

La legge 53/2003 prevede che il rilascio della certificazione - al termine della primaria, del primo ciclo, dell’obbligo di istruzione e del secondo ciclo - sia compito dell’istituzione scolastica frequentata dall’allievo. Il recente decreto legislativo n. 62 del 13 aprile 2017, riguardante la valutazione e la certificazione delle competenze del primo ciclo, ribadisce il compito assegnato all’istituzione scolastica di certificare le competenze progressivamente acquisite dagli allievi.
In attesa di una compiuta definizione degli assetti normativi così come previsto dalla legge 107/2015 (avvenuta nel frattempo con il D.lgs n. 162 del 13 aprile 2017) e tenuto che la sperimentazione compiuta nell’a.sc. 2015-2016 dagli istituti aderenti alla proposta formulata con la C.M.N. 3/2015 è stata valutata positivamente come emerge dal relativo monitoraggio appositamente svolto, la nota ministeriale del 23 febbraio 2017 stabilisce che venga estesa anche all’A. Sc. 2016-2017 la possibilità da parte degli istituti di sperimentare i modelli nazionali di certificazione ad essa allegati (li si trova nel sito alla voce “normativa”, “certificazione competenze – novità”), modificati in seguito ai suggerimenti pervenuti dalle scuole. La prosecuzione da parte degli istituti che avevano già aderito precedentemente e l’adesione ex novo alla sperimentazione richiede l’invio (entro il 20 marzo 2017) della specifica delibera del collegio docenti all’usr di riferimento.

La certificazione rilasciata dalla scuola presenta le seguenti caratteristiche:

  • si rivolge all’allievo e alla famiglia, svolgendo una funzione prevalentemente formativa;
  • non gode del requisito di terzietà, in quanto i docenti - a cui spetta il compito di rilasciarla - sono parte seconda;
  • non è ancorata a standard di riferimento assoluti; i traguardi educativi e gli obiettivi di apprendimento contenuti nelle indicazioni nazionali non possono essere considerati tali, in quanto non sono ben definiti e non sono associati a scale di progressione degli apprendimenti (come invece risulta, per esempio, per la certificazione delle lingue comunitarie, in relazione alla quale il consiglio d’europa ha predisposto il quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue);
  • utilizza metodi sia qualititativi sia quantitativi, accertando processi e non solo prestazioni;
  • pertanto, si configura più propriamente come una valutazione a “valenza certificativa”.
COMPETENZE ATTESE
COSA ATTESTA?
COSTRUTTO DI COMPETENZA
COMPETENZE ATTESE
  • COMPETENZE DEL PROFILO DELLO STUDENTE (1° CICLO)
  • COMPETENZE DI BASE ASSI CULTURALI (2° CICLO)
COSTRUTTO DI COMPETENZA
  • COMPONENTI VOLITIVE, CRITICO-RIFLESSIVE
  • COMPONENTI COGNITIVE MOLECOLARI: CONOSCENZE, ABILITÀ, SCHEMI COGNITIVI E PROCEDURALI
  • COMPONENTI PRAGMATICHE: CAPACITÀ GESTIONALI, REGOLATIVE, DISPOSIZIONI MENTALI
COSA ATTESTA?
1. COMPETENZE ATTESE

A fine primaria e fine primo ciclo

  • Il livello di padronanza acquisito dal singolo allievo in relazione alle competenze delineate nel profilo dello studente contenuto nelle indicazioni nazionali e alle otto competenze chiave individuate dall’UE;.
  • eventuali altre competenze significative dimostrate dall’allievo, anche in contesti di apprendimento non formali e informali.

A fine obbligo di istruzione

  • Le competenze di base riferite ai quattro assi culturali fissati dall’allegato n. 1 del dm n. 139/2007.

Al momento, manca un modello che definisca un quadro comune di competenze relative alla fine del secondo ciclo.

COSA ATTESTA?
2. COSTRUTTO DI COMPETENZA:COMPONENTI

Nelle linee guida inerenti alla sperimentazione del primo ciclo, si precisa che le osservazioni sistematiche devono orientarsi su aspetti specifici (indicatori di competenza), quali: autonomia, relazione, partecipazione, responsabilità, flessibilità, consapevolezza.

Il costrutto di competenza ha un carattere complesso: comprende componenti semantiche (volitive, motivazionali e riflessivo-critiche) che consentono di voler agire e riflettere, componenti grammaticali/basilari (risorse cognitive: conoscenze, abilità, schemi concettuali e procedurali) che conferiscono il potere di agire, componenti pragmatiche (capacità autogestionali, autoregolative, disposizioni mentali) che permettono al soggetto di affrontare situazioni problematiche relativamente nuove e complesse, mobilitando e orchestrando le opportune risorse interne e quelle disponibili nel contesto, in vista di soluzioni - per quanto possibile - personali ed efficaci.

EFFETTI RETROATTIVI
COSA IMPLICA?
OPERAZIONI
EFFETTI RETROATTIVI
  • DIDATTICA PER COMPETENZE
  • VALUTAZIONE DELLE COMPETENZE
  • REVISIONE CURRICOLO
OPERAZIONI
  • SCELTA TRAGUARDI
  • RILEVAZIONE DATI
  • MISURAZIONE/APPREZZAMENTO
  • ATTRIBUZIONE GIUDIZIO
COSA IMPLICA?
1. PROCESSI A RITROSO
COSA IMPLICA?
2. OPERAZIONI
PRINCIPI
COME PROCEDERE?
MODELLI
PRINCIPI
  • PROCESSUALITÀ
  • COMPLESSITÀ
MODELLI
  • I CICLO (FINE PRIMARIA, FINE SECONDARIA 1° GRADO)
  • II CICLO (FINE OBBLIGO DI ISTRUZIONE)
COME PROCEDERE?
1. PRESUPPOSTI
COME PROCEDERE?
2. PRIMO CICLO E FINE OBBLIGO DI ISTRUZIONE

2.1. PRIMO CICLO (FINE PRIMARIA E FINE SECONDARIA 1° GRADO)

  • Le schede di certificazione allegate alla nota 23/02/2017, riguardanti la fine primaria e la fine primo ciclo, riportano nella prima colonna le otto competenze chiave europee e nella seconda le corrispondenti competenze esplicitate nel profilo dello studente delineato nelle indicazioni nazionali.
  • È possibile, inoltre, riportare significative competenze dimostrate dell’allievo dimostrate in ambito scolastico ed extrascolastico.
  • Nel frontespizio delle due schede sono riportati quattro livelli di padronanza (iniziale, base, intermedio e avanzato, tutti di segno positivo), che vengono descritti attraverso degli indicatori esplicativi.
    Sulla base dei dati raccolti, che possono essere di carattere sia qualitativo che quantitativo, va prescelto il livello di padronanza raggiunto dall’allievo.
  • Il livello va individuato operando un’interpretazione dei dati raccolti, tenendo conto della situazione effettiva di ogni allievo.
  • In vista dello scrutinio finale, ogni docente può formulare la propria proposta di livello per ciascuna competenza; la scelta definitiva del livello, da parte del consiglio di classe o del team, può corrispondere al valore modale, ossia al livello che riscontra la maggiore frequenza.

2.2. FINE OBBLIGO DI ISTRUZIONE (FINE PRIMO BIENNIO DEL SECONDO CICLO)

  • Il modello di certificazione di fine obbligo di istruzione, allegato al DM n. 9/2010, contiene due sole colonne: in quella di sinistra sono riportate le competenze di base indicate nel documento inerente agli assi culturali, allegato (n. 1) al DM n. 139/2007; in quella di destra sono specificati i livelli di padronanza, di cui tre positivi e uno negativo (livello di base non raggiunto), nel qual caso vanno precisatele motivazioni del mancato conseguimento. Nella parte terminale del documento si afferma che le competenze di base vanno intrecciate con quelle chiave di cittadinanza contenute nell’allegato n. 2 del DM n. 139/2007.
  • Il livello va individuato operando un’interpretazione dei dati raccolti, che possono essere di carattere sia qualitativo che quantitativo, tenendo conto della situazione effettiva di ogni allievo.
  • In vista dello scrutinio finale, ogni docente può formulare la propria proposta di livello per ciascuna competenza riportandola sul registro elettronico; la scelta definitiva del livello, da parte del consiglio di classe, può corrispondere alla mediana, ossia al valore maggiormente ricorrente tra quelli assegnati (frequenza).
FUNZIONI
QUALI FINALITÀ HA?
SOGGETTI COINVOLTI
FUNZIONI
  • PROATTIVA (SOSTEGNO…)
  • ORIENTATIVA (SCELTA SCUOLA, CAMBIAMENTO PERCORSO/INDIRIZZO, SCELTA LAVORO…)
  • DI ACCOMPAGNAMENTO
SOGGETTI COINVOLTI
  • ALUNNI/FAMIGLIE
  • SCUOLE CERTIFICANTI
  • SCUOLE OSPITANTI
QUALI FINALITÀ HA?
1. FUNZIONI

Riferimenti normativi

  • Regolam. DL 122/2009: certificazione per sostenere i processi di apprendimento, favorire l’orientamento per la prosecuzione degli studi, consentire gli eventuali passaggi tra i diversi percorsi e sistemi formativi, inserimento nel mondo del lavoro
  • CM 3/2015: utilità ai fini della prosecuzione degli studi, frequenza di attività formative diversificate, inserimento nel mondo del lavoro
  • Linee guida all’obbligo di istruzione: valutazione e certificazione servono a sostenere i processi di apprendimento, a orientare i giovani, a favorire i passaggi e passerelle, facilitare la prosecuzione della formazione fino al conseguimento di un diploma o di una qualifica professionale
  • Modello certificativo di fine obbligo istruzione: strumento per inserimento nel mondo del lavoro (per chi non prosegue); per chi prosegue: carattere formativo-informativo, confermativo o ri-orentativo

Funzioni generali

  • Proattiva (recupero, rinforzo, sostegno…)
    Orientativa (scelta scuola, cambiamento percorso/indirizzo, scelta lavoro…)
  • Sommativa e predittiva: a
QUALI FINALITÀ HA?
2. SOGGETTI COINVOLTI
  • Alunni/Famiglie
  • Scuole certificanti
  • Scuole ospitanti